L'ARTE E IL CUSCINO #2

La Venere Dormiente
Venere di Dresda,
Olio su tela (108,5x175 cm) di Giorgione
Data: 1507-1510 circa 
Conservata nella Gemàldegalerie di Dresda
Essa venne poi completata e in parte ridipinta da Tiziano dopo la morte di Giorgione, nel 1511-1512 circa.
Ispirato a gemme antiche, o alle rappresentazioni scultoree greco-romane dell'Arianna dormiente e dell'Ermafrodito, la Venere dormiente di Giorgione diete il via ad un nuovo genere.

Focalizzando la nostra attenzione sulla "cosa" che ci interessa, vediamo che il dipinto ritrae una donna nuda, languidamente addormentata all'aperto, distesa su un telo bianco e un cuscino coperto da un drappo rosso, sullo sfondo di un paesaggio aperto. Da vari studi sembra che Tiziano dovette riparare alcuni danni riducendo il lenzuolo ed ampliando il manto erboso, con l'aggiunta del drappo rosso. Sua è anche la massa rocciosa scura dietro la testa della donna, che dà l'idea di un anfratto sotto il quale la donna riposa;

Si tratta però di un'atmosfera misuratamente sensuale e sognante, molto diversa dalle interpretazioni che daranno gli artisti successivi del tema.

L'opera completa, invece, mostra anche il paesaggio dietro e un senso di assoluta profondità.
Inoltre la Venere di Giorgione si distingue per la "brevità poetica", ovvero la capacità di condensare il significato mitologico in pochi attributi essenziali.



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