LA LETTERATURA E IL CUSCINO


"Quell'aria aspettava il suo respiro; quei tappeti chiedevano d'esser premuti dal suo piede; quei cuscini volevano l'impronta del suo corpo."

dal libro "Il Piacere" di Gabriele D'Annunzio




era un esteta e proprio per questo il Piacere è un libro che punta tutto sull'estetica delle parole e poco sul contenuto. Infatti nel romanzo non è tanto importante la trama, quanto le parole usate e le descrizioni minuziosamente scritte per generale piacere nel lettore. 

Riusciamo a capire dalla frase riportata sopra come la figura del cuscino viene esaltate, nonostante sia un semplice oggetto di contorno.



Ma di cosa parla questo libro?


Il piacere è la storia di Andrea Sperelli ricco, aristocratico, cultore dell'arte con tutte le sue sfaccettature è incline ai piaceri della vita quotidiana.

Giunto a Roma nell’ottobre 1884, Andrea inizia a frequentare i luoghi e le feste più elitarie della capitale. È in una di queste che conosce Elena Muti, una giovane contessa rimasta vedova con la quale intraprende ben presto una relazione.
Quando però, nel marzo 1885, la donna annuncia ad Andrea di voler interrompere la storia e di aver preso la decisione di andarsene da Roma, questi inizia una vita volta alla dissoluzione e alla depravazione. Dopo aver conosciuto molte donne fa la conoscenza di Maria Ferres, donna casta e religiosa di cui si invaghisce e che intende ad ogni costo conquistare. Tornata nel frattempo a Roma anche Elena, Andrea decide di corteggiare entrambe le donne; ma se con Maria la strada sembra essere in discesa, la Muti gli resiste, accrescendo in lui il desiderio di possederla.
Così, pur avendo instaurato una intensa relazione con Maria, il giovane Sperelli non fa che pensare ad Elena e per errore chiama la propria donna con il suo nome. Dopo aver perso Elena, Andrea perde così anche Maria, restando solo.
(Approfondimento)


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